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Da colonia per “Figli della Lupa” e Balilla a centro di accoglienza per bambini orfani sopravvissuti alla Shoah. Sciesopoli, colonia montana del comune di Selvino (Bergamo), è diventato un simbolo del riscatto italiano nel dopoguerra, trasformandosi da struttura di propaganda fascista a luogo di solidarietà ed emblema della ricostruzione ebraica dopo la tragedia della persecuzione nazifascista. Una piccola grande storia di speranza che ora ha uno spazio dove poter essere raccontata al pubblico: in queste ore è stata infatti inaugurato il nuovo Museo Memoriale “Sciesopoli Ebraica – Casa dei Bambini di Selvino”. “È una giornata storica per noi. Oggi inauguriamo il primo museo di Selvino e siamo contenti che sia dedicato a una vicenda che parla di solidarietà e accoglienza”, ha sottolineato il sindaco del comune lombardo Diego Bertocchi. Il piccolo museo è ospitato nelle sale del Municipio e ricostruisce le diverse fasi della struttura di Sciesopoli: la prima, dall’inaugurazione nel 1932 fino al periodo del conflitto, come centro per educare i giovani al fascismo; la seconda – dal 1945 al 1948 – come luogo di rifugio per 800 bambini ebrei, accolti e curati in attesa di farli partire per il nascente Stato di Israele; la terza come realtà educativa in cui passarono 50mila bambini. Il grande edificio è stato chiuso nel 1985 e solo di recente è stato messo parzialmente in sicurezza grazie ai finanziamenti del ministero per i beni culturali. “Il nostro auspicio è che il museo possa essere spostato in futuro all’interno di Sciesopoli – hanno sottolineato gli architetti Giovanna Latis e Andrea Costa, che hanno seguito il progetto – È il frutto di due anni di lavoro e della collaborazione di molti, una piccola stanza che racconta però una grande storia”. Nella sala diversi totem recano incisi i nomi degli 800 bambini ebrei ospitati a Sciesopoli e vi è la mappa del percorso lungo l’Europa che li portò tra le montagne lombarde.
“In occasione dei 70 anni dall’inizio di Sciesopoli ebraica sono venuto a Selvino per ricordare la figura di Marcello Cantoni, il medico che ha gestito la cura e la rinascita da un punto di vista medico sanitario di questo gruppo di bambini orfani, senza speranza e spesso malati – ha ricordato il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara – IMG_20191027_121421429_2Quanto è riuscito a fare in pochi mesi il gruppo di volontari ed educatori dando speranza e fiducia oltre che una istruzione e in molti casi un lavoro è stato uno splendido esempio di resilienza del popolo ebraico”. La storia di Sciesopoli è stata riscoperta grazie anche al grande impegno dello studioso Marco Cavallarin, che ha spiegato come il suo auspicio sia che il museo – che sarà diretto da Alessandro De Lisi – diventi un’istituzione per “trasmettere la speranza, la comprensione umana, per insegnare ai nostri giovani, al di là della retorica, il vero significato della solidarietà attiva”. Un’auspicio condiviso dal vicepresidente UCEI Mortara: “mi auguro – le sue parole – che il museo memoriale non sia solo un luogo di ricordo dei fatti e delle persone ma anche un centro di formazione e di elaborazione di modelli educativi in modo da poter sfruttare il patrimonio di idee che racchiude: partendo dal rispetto della diversità promuova la lotta al razzismo, all’antisemitismo all’indifferenza verso l’altro. Deve essere collegato con la rete museale lombarda ed il particolare con il Memoriale della Shoah di Milano, di cui è presente oggi il presidente Roberto Jarach, la Casa della Memoria, i musei della Resistenza”. A portare i saluti della Comunità ebraica di Milano è stato il presidente Milo Hasbani che ha ringraziato i presenti per il lavoro profuso per mantenere viva la memoria dei bambini di Sciesopoli, che ancora oggi – è stato spiegato – vengono in visita a Selvino per ricordare quel breve ma decisivo momento della loro vita. “Il Museo Memoriale è stato il frutto di una grande collaborazione tra enti e istituzioni diverse”, ha sottolineato poi Virginia Magoni, delegata dal comune per il progetto Sciesopoli. Al taglio del nastro è stata inoltre ricordata la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah e vittima dell’odio online. “A lei mandiamo una dedica speciale – ha sottolineato il direttore De Lisi – Questa sarà una casa del dialogo, per saldare la comunità alla cultura e contrastare ogni forma di odio”. A intervenire tra gli altri all’iniziativa anche la consigliera del Comune di Milano Diana De Marchi e la vipresidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia Annie Sacerdoti.

Daniel Reichel

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