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funa“L’emergenza è superata, ed è un risultato che non possiamo non festeggiare”. In dicembre l’architetto Renzo Funaro, presidente dell’Opera del Tempio ebraico, aveva lanciato l’allarme: alcuni spazi della sinagoga di via Farini erano a rischio concreto di cedimenti, e per questo era necessario intervenire al più presto. Una mobilitazione che ha portato in tempi rapidi a risultati significativi, andati oltre le più rosee previsioni. Si è partiti da qua, nel corso dell’assemblea straordinaria dell’Opera convocata ieri mattina nei locali Comunità. Ad aprire la riunione, cui ha preso parte un folto pubblico, le immagini dei recenti e spettacolari lavori di restauro compiuti all’interno della cupola, possibili grazie all’intervento di tanti donatori privati e di realtà bancarie come la Cassa di risparmio di Firenze. “Abbiamo lanciato un segnale, e a quel segnale hanno risposto in tanti. Un risultato straordinario” commenta Funaro. La riunione è stata anche l’occasione per prendere nuovi impegni, con la proroga delle attività dell’Opera fino al 2040. E ha rappresentato la premessa a una mattina nel segno di antiche memorie pitiglianesi. La “Piccola Gerusalemme” toscana, come è nota nel mondo, al centro di un confronto organizzato in sinergia anche con la Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e la Comunità ebraica livornese. Prima, con la proiezione del documentario “Pitigliano ebraica” del regista israeliano Naor Meningher. Quindi, con una tavola rotonda su “Storia, tradizioni e testimonianze” nel comune maremmano. Emozionanti i ricordi di Elena Servi, ultima ebrea di Pitigliano. E prezioso il contributo degli altri protagonisti del confronto tra cui la storica Lionella Viterbo, l’assessore comunitario alla Cultura Laura Forti, l’ex assessore regionale Mariella Zoppi.
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