GLOSSARIO

Aron ha-qodesh

“Armadio santo” che nella sinagoga custodisce i rotoli della Torah. L’Aron ha-qodesh è generalmente rivolto verso Gerusalemme.

Ashkenazita

Da Ashkenaz, che nell’ebraico medievale indica le terre tedesche (ricorre per la prima volta in Genesi 10,3) si riferisce agli ebrei originari dell’Europa centro-settentrionale e orientale e ai loro discendenti.

Atarah (anche Keter)

Corona ornamentale per il rotolo della Torah.

Bar e Bat Mitzvah

Il Bar Mitzvah è la cerimonia della maggiorità religiosa maschile, che si celebra al compimento del tredicesimo anno di età; il Bat Mitzvah, introdotto soltanto nel XIX secolo, dapprima all’interno dell’ebraismo riformato, è la cerimonia della maggiorità religiosa femminile, celebrata al compimento del dodicesimo anno. In entrambi i casi, il rito sancisce l’ingresso nell’età adulta e, dunque, introduce fra le altre cose all’obbligo del rispetto delle mitzvot e, per gli uomini, alla facoltà di leggere la Torah in sinagoga.

Bet ha-Kneset

La sinagoga (letteralmente “Casa dell’assemblea”).

Bet ha-Midrash

La “Casa dello studio”, con riferimento allo studio superiore (la scuola “inferiore” è chiamata Bet ha-sefer); il Bet ha-midrash è di istituzione molto antica ed era generalmente collocato in un locale adiacente alla sinagoga.

Bimah (anche Tevah)

Podio per la conduzione delle officiature e la lettura della Torah.

Challaha

Pane tradizionale cucinato per lo shabbat. L’usanza della challah si riconduce al passo biblico di Numeri 15, 18-19: “Parla ai figli d’Israele. Dirai loro: Quando voi sarete entrati nel paese, dove io sto conducendovi e mangerete del pane del paese, ne sottrarrete un’offerta al Signore”. In osservanza di questo passo si usa prelevare un pezzo dell’impasto, che viene messo da parte e non consumato.

Chanukkah

L’“inaugurazione”: è la festa che commemora la nuova consacrazione del santuario di Gerusalemme a seguito della liberazione della città dalle truppe di Antioco IV (II secolo prima dell’Era Volgare). Chanukkah cade nel mese di kislev (a fine novembre o a dicembre) e dura otto giorni in memoria degli otto giorni durante i quali il candelabro del tempio, la menorah, rimase miracolosamente acceso benché, a seguito dei saccheggi, non vi fosse più olio per alimentarlo.

Chanukkiyah

Candelabro a nove braccia che viene acceso in occasione della festa di Chanukkah. Otto braccia ricordano gli otto giorni della festa, mentre il nono braccio, chiamato shammash, “servitore”, è usato per accendere gli altri lumi.

Chitul

Lunga fascia che tiene chiuso il rotolo della Torah.

Chuppah

Baldacchino nuziale.

Etrog

Il cedro, frutto utilizzato nelle celebrazioni della festa di Sukkot (cfr. anche voce Lulav). Viene conservato in un apposito astuccio decorato, in genere d’argento, ma che può essere anche di legno o altri materiali.

Etz chaim

Le aste di legno intorno alle quali si avvolge il rotolo della Torah.

Haftarah

Brano tratto dai Profeti o dagli Agiografi, che viene letto immediatamente dopo la parashah settimanale e che, in genere, è ad essa collegato tematicamente.

Haggadah

“Narrazione”, “racconto”. La parola definisce sia uno dei due principali ‘generi letterari’ del Talmud (l’altro è la halakhah), sia, nell’accezione più specifica di Haggadah shel-Pesach, Haggadah di Pesach, la narrazione dell’uscita degli ebrei dall’Egitto, che rappresenta il cuore della festa di Pesach e viene letta durante il seder, la cena rituale.

Halakhah

Letteralmente “strada, via”. Nel suo senso più lato, la halakhah indica il complesso di norme religiose, morali, rituali che regola e indirizza la vita ebraica in tutti i suoi ambiti. Di origine biblica, la halakhah si è ampiamente sviluppata nelle grandi opere postbibliche della Mishnah e del Talmud; inoltre, la maggioranza dei commentari rabbinici di tutti i tempi è dedicata alla halakhah.

Kasher (anche Kosher)

Letteralmente “adatto”. Definisce ciò che corrisponde alle prescrizioni rituali e di purità contenute per la gran parte all’interno della Torah (Levitico e Deuteronomio); si riferisce comunemente e nella maggioranza dei casi al cibo e alle bevande. Esiste una kasherut più restrittiva per la festa di Pesach, quando è vietato consumare alimenti lievitati.

Keter (anche Atarah)

Corona ornamentale per il rotolo della Torah.

Ketubbah

Contratto nuziale.

Ketubim

Gli “Scritti”, conosciuti anche come “Agiografi”: è il terzo corpus del Tanak, la Bibbia ebraica, e si compone dei libri dei Salmi, Giobbe, Proverbi, delle cinque Megillot (Rut, Cantico dei Cantici, Qohelet, Lamentazioni ed Ester), dei libri di Daniele, Esdra, Neemia, 1 e 2 Cronache.

Kiddush

Letteralmente “Santificazione”: indica una preghiera che si recita in occasione di alcune festività e il venerdì sera per celebrare l’ingresso dello shabbat.

Kippah

Il copricapo indossato dagli uomini per la preghiera (sia che si svolga in sinagoga, sia che si svolga in qualsiasi altro luogo, ad esempio il cimitero). Alcuni usano la kippah anche nella vita di tutti giorni, per non rimanere a capo scoperto dinnanzi a Dio.

Kippur

Il “Giorno dell’Espiazione”. Cade il 10 di tishri (a settembre o ottobre), a conclusione degli Yamim noraim, e, secondo la tradizione, è il giorno al termine del quale Dio iscrive i nomi degli uomini nel libro dei giusti oppure in quello dei malvagi. Per questa ragione la festività è dedicata alla richiesta di perdono (rivolta a Dio e al prossimo): si digiuna e l’intera giornata trascorre in preghiera. Dei cinque digiuni da osservarsi nel corso dell’anno, quello di Kippur è l’unico prescritto nel Pentateuco ed è il più osservato.

Lulav

Un insieme di quattro piante che dev’essere tenuto in mano durante le preghiere della festa di Sukkot: lo compongono un ramo di palma, due di mirto, due di salice e un cedro (etrog) o un limone. Il termine indicherebbe propriamente il solo ramo di palma, ma è venuto a definire l’insieme delle quattro specie.

Magen David

Lo “scudo di Davide”, la stella a sei punte divenuta simbolo dello Stato d’Israele e presente sulla bandiera nazionale.

Mappah

“Tovaglia” ricamata che copre il rotolo della Torah quando è appoggiato sul leggìo.

Me‘il

Tessuto, manto, in genere riccamente ricamato, che avvolge il rotolo della Torah.

Mechizah

Struttura architettonica in genere mobile utilizzata in sinagoga per separare l’area degli uomini da quella delle donne.

Megillah

“Rotolo”. Nella Bibbia ebraica si contano cinque rotoli, ovvero cinque libri che erano tradizionalmente scritti non su supporto a forma di codice, bensì, appunto, su rotolo: Rut, Cantico dei Cantici, Qohelet (Ecclesiaste), Lamentazioni ed Ester.

Menorah

Candelabro a sette braccia che si trovava all’interno del santuario di Gerusalemme. Poiché era oggetto di enorme importanza e strettamente legato al rituale del santuario, dopo la distruzione e il saccheggio del secondo Tempio ad opera di Tito (70 E.V.) le menorot prodotte in seguito non ebbero né hanno funzioni rituali, ma restano oggetti ornamentali e simbolici.

Mezuzah

Astuccio che contiene una pergamena con due passi del Deuteronomio (6, 4-9 e 11, 13-21) e che viene fissato allo stipite destro delle porte secondo quanto comandato in Deut. 6, 9: “e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte”.

Milah

Circoncisione. Nella tradizione ebraica i nuovi nati vengono circoncisi all’ottavo giorno di vita, con una cerimonia che si chiama Brit-Milah, “Patto della Milah”. Esegue la circoncisione un apposito incaricato, detto moel; il bambino viene “virtualmente” posto sulle ginocchia del profeta Elia dal padre, che lo appoggia sulla cosiddetta Kisse shel-Eliyahu, “Sedia di Elia”.

Minyan

Il quorum di dieci uomini adulti necessario per le recita delle preghiere pubbliche.

Miqveh

Vasca per l’abluzione e la purificazione rituale. L’acqua del mikveh dev’essere “viva”, ovvero piovana o di fonte.

Mishnah

Letteralmente “ripetizione”, ma il termine fu usato per indicare la legge orale elaborata dalle autorità rabbiniche all’inizio dell’Era Volgare. In senso più specifico, la parola designa la grande opera compilata al termine del II sec., che raccoglie solo alcune parti della legge orale e che divenne autoritativa. Scritta in ebraico e divisa in sei sedarim (grandi sezioni: 1. Zeraim, 2. Moed, 3. Nashim, 4. Neziqim, 5. Qodashim, 6. Tohorot), la Mishnah costituì la base del Talmud.

Mitzvah

Comandamento, precetto. Nell’ebraismo esistono 613 mitzvot, tutte tratte dalla Torah: di queste, 365 sono obblighi negativi (“non fare…”), 238 sono obblighi positivi.

Ner tamid

Lett. “lume perenne”, lume lasciato permanentemente acceso nelle sinagoghe regolarmente utilizzate, a ricordo della Menorah, la lampada che ardeva perennemente nel Santuario di Gerusalemme.

Neviim

Profeti. È il secondo corpus della Bibbia ebraica e si compone al suo interno di due raccolte: i cosiddetti Profeti Anteriori (libri di Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele e 1 e 2 Re) e i Profeti Posteriori (Isaia, Geremia, Ezechiele e i dodici Profeti Minori).

Omer

Quando ancora esisteva il santuario di Gerusalemme, omer indicava sia un’unità di misura per il grano (circa 1,3 Kg) sia l’offerta che si faceva al tempio il secondo giorno della festa di Pesach e poi, di nuovo, sette settimane dopo, a Shavu‘ot. Oggi tale offerta è commemorata dall’osservanza del cosiddetto “Conteggio dell’Omer”, ovvero l’usanza di contare, attraverso un’apposita benedizione che viene recitata ogni sera, i quarantanove giorni che separano la seconda sera di Pesach dalla festa di Shavu‘ot.

Parashah

Una delle 54 o 53 pericopi settimanali in cui è diviso il testo della Torah ai fini della lettura in sinagoga. In virtù di questa divisione le comunità ortodosse e conservative compiono la lettura dell’interno Pentateuco nell’arco di un anno, seguendo l’usanza invalsa in Babilonia; le comunità riformate hanno invece adottato l’antica usanza palestinese, che divideva la Torah in brani più brevi (detti sedarim) e ne completava la lettura in tre anni. Cfr. anche voce Haftarah.

Parokhet

Ampia tenda ricamata posta davanti alle porte dell’Aron ha-qodesh.

Pesach

La cosiddetta “Pasqua ebraica”. Ricorda l’uscita degli ebrei dall’Egitto narrata nel libro dell’Esodo, cade nel mese di nissan (a fine marzo o ad aprile) e dura otto giorni nella diaspora, sette in Israele.

Pidiyon ha-Ben

Il “Riscatto del primogenito”: si tratta della mitzvah per la quale i genitori di un maschio primogenito devono riscattare il figlio, prima che questi abbia compiuto un mese, offrendo cinque monete d’argento ad un sacerdote (oggi ad un ebreo di famiglia sacerdotale).

Porta-besamin

Portaspezie utilizzato durante la cerimonia della Avdalah, al termine dello shabbat.

Purim

Parola plurale che significa “sorti”: è il nome della festa che ricorda l’episodio narrato nel libro di Ester e si celebra il 13 del mese di adar (febbraio o marzo). A motivo dell’uso di mascherarsi, Purim è noto anche come “Carnevale ebraico”.

Rimonin

Letteralmente “melograni”, puntali ornamentali per il rotolo della Torah.

Rosh ha-Shanah

Il Capodanno civile ebraico, che dura due giorni e cade nel mese di tishri (a settembre o all’inizio di ottobre; l’anno liturgico inzia invece a nissan, marzo o aprile). Alla fine di Rosh ha-Shanah si apre il periodo di pentimento degli Yamim noraim.

Seder

Letteralmente “ordine”. La parola si utilizza per definire le cene rituali (che seguono, appunto, un ordine predeterminato) che si svolgono le prime due sere della festa di Pesach e le due sere della festa di Rosh ha-Shanah.

Sefardita

(da Sefarad, Spagna) si riferisce agli ebrei originari della penisola iberica e i loro discendenti. Per estensione indica spesso anche altri gruppi di ebrei, soprattutto orientali e nordafricani, che hanno pratiche rituali simili pur non essendo di origine iberica.

Sefer Torah

Rotolo sul quale è trascritto il testo della Torah e che si conserva in sinagoga all’interno dell’Aron ha-qodesh. Ogni sinagoga conserva più Sifre-Torah.

Shabbat

Il sabato, settimo giorno della Creazione e della settimana ebraica, dotato di particolare sacralità e dedicato al riposo.

Shadday

Si tratta di un amuleto sul quale è inscritta la parola Shadday, “Onnipotente”, principale attributo di Dio; si appende generalmente alle pareti o sulle culle per invocare la protezione e la benedizione divina.

Shavu’ot

“Settimane”: festa che cade il 6 (e nella diaspora anche il 7) del mese di sivan (a giugno o luglio), sette settimane dopo Pesach. Shavu‘ot conclude il conteggio dei 49 giorni dell’Omer. In origine festività di carattere esclusivamente agricolo, venne già in epoca antica associata alla rivelazione del Sinai e al dono delle Tavole della Legge.

Shema’ Israel

L’“Ascolta Israele”. Chiamata anche più semplicemente Shema’, è una preghiera di origine antica che si recita generalmente due volte al giorno, al mattino e alla sera.

Shofar

Corno di montone che ricorda il sacrificio di Isacco e che viene suonato nelle festività di Rosh ha-Shanah e Kippur.

Simchat Torah

“La Gioia della Torah”. Festa che cade immediatamente dopo Sukkot (l’ottavo giorno in Israele, il nono nella diaspora): a Simchat Torah si termina il ciclo di lettura della Torah, con la fine del Deuteronomio, e si riprende da capo, con l’inizio della Genesi.

Sukkah

Capanna che viene realizzata durante il periodo della festa di Sukkot in memoria delle capanne in cui vissero gli ebrei durante la loro permanenza nel deserto.

Sukkot

“Capanne”: è la festa che ricorda il periodo di quarant’anni che gli ebrei dovettero trascorrere nel deserto prima di poter entrare nella terra d’Israele. Cade nel mese di tishri (a settembre o ad ottobre) e dura otto giorni nella diaspora, sette in Israele.

Tallit o talled

Scialle rituale utilizzato dagli uomini per la preghiera. Ampiezza e tessuto possono variare, ma dev’essere obbligatoriamente ornato sui quattro angoli da frange, in ebraico tzitzit (cfr. Num. 15, 37-39, che si riferisce, però, all’obbligo degli tzitzit non solo per il talled ma per tutte le vesti).

Talmud

Il Talmud è una monumentale e complessa opera, in parte legislativa e in parte narrativa nel senso più ampio del termine. Si compone della Mishnah (cfr. voce) e della Gemarah (un’ulteriore analisi della Mishnah, in aramaico) ed è testo di importanza fondamentale nella tradizione ebraica. Esistono due Talmud: uno, incompleto, composto in Palestina fra IV e V secolo dell’Era Volgare (la composizione si interruppe nel 425 con la soppressione del patriarcato), detto Talmud palestinese o gerosolimitano, e uno redatto fra V e VII secolo nelle accademie di Babilonia, che è quello ad oggi autoritativo ed è chiamato Talmud babilonese.

Tanak

La parola deriva dall’acronimo delle tre raccolte o corpora che formano la Bibbia ebraica, ovvero Torah (Pentateuco), Neviim (Profeti) e Ketubim (Scritti o Agiografi).

Tas

Piastra d’argento che orna i rotoli della Torah.

Tefillin

Astucci di cuoio che vengono legati dagli uomini sul braccio sinistro e sulla fronte durante la preghiera del mattino (salvo alcune eccezioni). Gli astucci contengono, vergati su pergamena, i quattro passi biblici (due dell’Esodo e due del Deuteronomio) che prescrivono l’usanza dei tefillin.

Tevah (anche Bimah)

Podio per la conduzione delle officiature e la lettura della Torah

Torah

Il Pentateuco, composto dei primi cinque libri biblici (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). Si tratta della parte più sacra e autoritativa della Bibbia ebraica, cui seguono altri due corpora: i Profeti, in ebraico Neviim, e gli Agiografi, in ebraico Ketubim. I cinque libri della Torah sono custoditi in sinagoga nell’Aron ha-qodesh in forma di rotolo (Sifre Torah).

Tosefta

Raccolta di prescrizioni e insegnamenti rabbinici del I e II sec. E.V. La Tosefta, letteralmente “Aggiunta”, è testo analogo e complementare alla Mishnah (presenta anche la stessa divisione in sedarim): raccoglie spiegazioni dei passi ardui della Mishnah, tradizioni rimaste al di fuori di essa e sviscera con grande dovizia di dettagli alcune questioni trattate più sinteticamente nella Mishnah.

Tu bi-shvat

Festività minore che cade, come dice il suo stesso nome, il 15 del mese di shevat (a gennaio o a febbraio) e celebra il rifiorire della natura dopo i mesi invernali; nota anche come “Capodanno degli alberi” ebbe grande rilevanza, per il suo valore simbolico, nei circoli qabbalistici di Safed.

Yad

Bacchetta che termina con una manina (yad è appunto la mano) e viene utilizzata in sinagoga per tenere il segno durante la lettura dei testi sacri.

Yamim noraim

“Giorni terribili”: così si chiamano i dieci giorni che intercorrono fra le festività di Rosh ha-Shanah e di Kippur, dedicati al pentimento e alla richiesta di perdono rivolta al Signore. Durante il periodo i devoti hanno modo di fare ammenda dei propri peccati così da essere iscritti nel libro dei giusti al momento della sua chiusura, ovvero nel giorno di Kippur.

Yeshivah

Scuola per lo studio dei testi sacri e della legge ebraica.

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