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“Una Comunità unita, affiatata, fiera della sua identità, che fa e rincorre il bene per sé, per il proprio popolo e per il mondo intero”. Questo il primo obiettivo di rav Amedeo Spagnoletto, cui il locale Consiglio comunitario ha assegnato nelle scorse ore (all’unanimità) l’incarico di nuovo rabbino capo di Firenze.
Quarantotto anni, romano di nascita ma con un forte legame con il capoluogo toscano, di cui è originaria la moglie Giuditta, rav Spagnoletto si affaccia al primo incarico da guida rabbinica di una Comunità con alle spalle un lungo impegno come studioso, sofer, docente al Collegio Rabbinico e molto altro ancora. Apprezzatissime tra l’altro ogni mese le sue pillole di Torah e saggezza popolare su Pagine Ebraiche.
Porta la firma del rav Spagnoletto il recente restauro del Sefer Torah di Biella, il più antico Sefer in uso al mondo riportato in funzione grazie alla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia ed oggetto di approfondimento, appena poche settimane fa, al prestigioso World Congress of Jewish Studies svoltosi a Gerusalemme. Sempre rav Spagnoletto era stato tra i protagonisti, nell’autunno del 2016, della grande mostra sui libri ebraici alluvionati allestita alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Il nuovo rabbino, che prende il posto di rav Joseph Levi (andato in pensione in primavera dopo 21 anni di servizio), conosce molto bene la realtà ebraica fiorentina. “La scelta di cimentarmi con l’incarico rabbinico deriva principalmente proprio da questo – afferma – dall’amore che ho per Firenze e per questa Comunità”. Tanto che negli scorsi giorni, con l’incarico ancora non ufficiale, quando è stato chiamato a partecipare alle funzioni di Rosh Hashanah, Yom Kippur e Sukkot in sinagoga, si è rivolto a tutti gli iscritti con una preghiera: “Chiamatemi Amedeo!”.
“Voglio essere un rabbino ‘smart’, il più possibile alla mano. Farò di tutto per avvicinare le persone alla Comunità, per renderle davvero protagoniste della sua vita e dei suoi ingranaggi. Sono pronto, con la mia bici, ad andare porta a porta a trovare ogni singolo iscritto” spiega rav Spagnoletto. Come impostazione il suo sarà il più possibile un magistero aperto alla delega, che incoraggi ciascun iscritto a prendersi le proprie responsabilità. Solo così, osserva, sarà possibile far sentire ciascuno parte dell’insieme. Al centro del programma anche un impegno totale a presidio del futuro della scuola materna. E un’attenzione fortissima ai ragazzi, da avvicinare anche attraverso attività collaterali che favoriscano la coesione. “Un tavolo da ping ping e un calcetto. Da qui, ho detto, bisogna ripartire”.

a.s twitter @asmulevichmoked

(Il rav Spagnoletto, in primo piano, durante la cerimonia di ingresso del Sefer Torah di Biella)

(15 ottobre 2017)

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