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Beni culturali ebraici ancora protagonisti nel segno di nuove e prestigiose progettualità. Domani mattina a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, l’inaugurazione della mostra “Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi e stoffe dall’antica Gerusalemme al prêt-à-porter moderno”. Un percorso alla scoperta del rapporto tra il mondo ebraico e i tessuti, sia per uso religioso che profano fino alla moda e all’imprenditoria del Novecento, curato da Dora Liscia Bemporad e Olga Melasecchi (direttrici rispettivamente dei Musei ebraici di Firenze e Roma). Sfida che sarà al centro di una serata in programma questa sera nei locali comunitari fiorentini, dedicata al restauro di un Aron pisano cinquecentesco, restituito nell’occasione a nuova vita e al suo splendore originario.
A fare il punto sul lavoro svolto in diversi ambiti nel triennio 2016-2019 è la Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia, presieduta da Dario Disegni, con una relazione di fine mandato in cui si riconosce come il triennio sia stato segnato da “un intenso lavoro al quale si è dedicato con grande impegno e professionalità il Consiglio della Fondazione” e da “risultati significativi nel lungo percorso per una piena valorizzazione dei beni culturali ebraici del Paese”.
Un impulso di grande importanza, viene sottolineato, è stato impresso al lungo lavoro pluriennale di catalogazione del patrimonio “che ha coinvolto sei giovani schedatori sotto la supervisione di un qualificato Comitato Scientifico e che, grazie all’acquisizione di un apposito software, consentirà di avere a breve tutte le schede a disposizione sul portale della Fondazione”.
Sul fronte del recupero del patrimonio, viene segnalato l’importante impegno per la migliore conservazione e la piena fruizione di “due beni straordinari”: il cimitero di Valdirose dell’antica Comunità ebraica di Gorizia e le catacombe ebraiche di Venosa.
Un capitolo di rilievo, inoltre è quello che riguarda le biblioteche, “nel quale, grazie a un progetto che ha visto una proficua collaborazione tra UCEI, Fondazione e CDEC, con il sostegno della Rothschild Foundation (Hanadiv) Europe, è stata effettuata una catalogazione del patrimonio librario di alcune Comunità ebraiche, propedeutica a un programma di formazione di addetti alle Biblioteche delle Comunità”.
Il triennio, si aggiunge, “ha anche visto l’organizzazione di due eventi espositivi di notevole richiamo: il primo, nel 2016, con la mostra alla Biblioteca Nazionale di Firenze sui volumi danneggiati dall’alluvione dell’anno del 1966; il secondo, nel 2019, alla Galleria degli Uffizi, sui tessuti ebraici, frutto di un lavoro svolto insieme al Museo Ebraico di Roma e agli Uffizi stessi”.
Eventi entrambi che, si legge, “hanno richiamato l’attenzione di un vasto pubblico sulla ricchezza e il fascino del patrimonio culturale ebraico, negli stessi anni in cui il Paese ha potuto assistere all’apertura, nel dicembre 2017, del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) a Ferrara, con le due splendide mostre sui primi mille anni di presenza ebraica in Italia e sull’apporto della cultura ebraica all’arte e alla cultura del Rinascimento italiano”.
La Fondazione, viene ricordato, “ha inoltre promosso attività di ricerca, attraverso la concessione di borse a giovani studiosi, che hanno consentito di ottenere nuove acquisizioni di carattere scientifico, sfociate in pubblicazioni su riviste specializzate o in appositi volumi”.
E inoltre ha promosso occasioni di studio e convegnistiche sui beni culturali ebraici, “mentre Presidente, Vice Presidenti e membri del Consiglio sono frequentemente intervenuti a corsi di formazione e a Convegni per presentare la realtà del patrimonio ebraico, nei confronti del quale si registra un crescente interesse”. Infine, in tema di promozione e di ampliamento della fruizione, viene posto l’accento sulla creazione del sito www.jewishitaly.it, “frutto della trasformazione della sezione ‘Luoghi imperdibili’ del portale della Fondazione, intesa a offrire uno strumento a disposizione dei visitatori da tutto il mondo con le informazioni essenziali per programmare viaggi alla scoperta dell’Italia ebraica”.
Un triennio quindi “che ha fatto registrare sviluppi significativi nel conseguimento degli obiettivi istituzionali propri della Fondazione, che il prossimo Consiglio sarà chiamato a implementare ulteriormente”.(25 giugno 2019)

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